FORMANCES – Exercises in Maintenance, Listening and Restanza

FORMANCES – Esercizi di cura, ascolto e restanza

Nel contesto della mostra Nel Frattempo.Villa Romana Fellows 2026

15 Aprile 2026
10:00 - 19:30
Via Senese 68

Concepita in dialogo con la mostra Nel Frattempo. Villa Romana Fellows 2026 e nell’ambito del programma 2026 FORMANCES — Rehearsals of the Everyday, questa giornata riunisce pratiche performative, pratiche di ascolto e riflessione teorica per esplorare la forma come qualcosa che emerge attraverso relazione, attenzione e processi di manutenzione. In quanto casa dei fellows, Villa Romana intende il proprio programma pubblico come uno spazio capace di dare risonanza alla ricerca artistica che qui prende forma. Diversi fellows del 2026 lavorano con pratiche tessili e tecniche di tessitura; il programma espande queste linee di ricerca aprendo a forme condivise di attenzione, trasmissione ed esperienza collettiva. Sostenuto da Toscanaincontemporanea, l’evento contribuisce a promuovere la ricerca artistica tra artisti emergenti e a situarne il lavoro all’interno di questioni culturali ed ecologiche più ampie.

Il programma nasce dalla ricerca di Marianna Faleri sulla tessitura come pratica relazionale e incarnata, in dialogo con il concetto di restanza elaborato da Vito Teti. In molti contesti mediterranei, il sapere tessile è stato storicamente trasmesso attraverso forme orali quali nenie e canti ritmici che accompagnano il gesto del tessere. Queste nenie funzionano non solo come dispositivi mnemonici, ma come strutture viventi di continuità, permettendo a tecniche, gesti e forme di conoscenza di persistere nel tempo nonostante condizioni di rottura, migrazione o marginalizzazione. In questa prospettiva, la tessitura diventa al tempo stesso pratica materiale e metafora del rimanere: un modo di tenere insieme fili fragili di memoria, relazione e trasmissione. La restanzaappare così come una forma situata di persistenza, non fondata sulla fissità ma sulla continua riattivazione di relazioni, gesti e forme condivise di attenzione.

Piuttosto che presentare opere concluse, il programma mette in primo piano processi di prova, relazione e attenzione situata. La forma è qui intesa come qualcosa che viene continuamente negoziato attraverso una presenza collettiva, dove la manutenzione diventa una pratica di sostegno di ciò che esiste in potenza, in transizione o in trasformazione.

10:00 –12:30 Workshop con Marianna Faleri

Il workshop mattutino sviluppa il progetto di Faleri Chaînettes – Pre-Structure for Maintenance, un esercizio performativo collettivo in cui i partecipanti stessi diventano l’apparato della tessitura. I fili vengono passati da corpo a corpo, misurati nello spazio e mantenuti in tensione collettivamente, generando una struttura temporanea in cui il tessile esiste solo come forma potenziale. Spostando la fase preparatoria della tessitura dal telaio al corpo, il lavoro trasforma la tecnica in una coreografia sociale. La tessitura appare qui come pratica di relazione, in cui fragilità, interdipendenza e manutenzione emergono come condizioni condivise, e in cui la continuità è sostenuta non attraverso la permanenza ma attraverso la ripetizione e la trasmissione.

Si prega di confermare la propria partecipazione inviando una email a: office@villaromana.org

15:00 – 18:00 Only a visitor - Workshop con Diana Lola Posani, in collaborazione con Signa Schiavo Campo

La sessione pomeridiana introduce il deep listening come pratica di attenzione ampliata alle dimensioni vibratili e relazionali dell’esperienza. Attraverso esercizi guidati di ascolto e approcci ecosomatici, i partecipanti esplorano la percezione come processo incarnato situato all’interno di ambienti ecologici e sociali più ampi. L’ascolto diventa così un modo di riconfigurare la relazione tra corpo e mondo, aprendo la percezione a forme di interconnessione che risuonano con le strutture orali e ritmiche storicamente associate alle pratiche tessili.

Si prega di confermare la propria partecipazione inviando una email a: office@villaromana.org

18:30 - 19:30 Lecture conclusiva e riflessioni - Among the Ruins

Che cosa significa vivere tra le rovine? In Calabria — e nei paesaggi del Sud mediterraneo — la rovina non è una metafora ma una condizione materiale: il processo lento e violento attraverso cui luoghi, comunità e corpi vengono disfatti, abbandonati e dimenticati.

Che cosa produce la rovina in coloro che restano? Quali forme di conoscenza, immaginazione e rifiuto rende possibili l’inquietudine — questa profonda e sedimentata inquietezza con e dentro la terra? Questo intervento prende le mosse dal concetto di inquietudine elaborato da Vito Teti — l’irrequietezza, l’inquietudine e l’irrisolutezza che definiscono la vita nella terra inquieta dell’entroterra calabrese — e lo mette in dialogo con il quadro teorico sviluppato in Imagination Besieged: Coloniality, Violence, and Feminism in 'Mediterranean' Art and Literature (Routledge, 2025). Insieme, essi propongono un modo di leggere la rovina non come fine della storia, ma come sua superficie più leggibile: il luogo in cui la violenza dell’estrazione e dell’abbandono lascia i suoi segni più visibili.

In dialogo con il Lise Meitner Research Group "Coded Objects" presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI) – Max Planck Institute.

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